Caro M5S, che fine ha fatto la democrazia diretta?

 PARTECIPAZIONE POPOLARE E CICLO DEI RIFIUTI A ROMA CAPITALE

Al garante e fondatore del M5S, BEPPE GRILLO
Al capo politico del M5S, LUIGI DI MAIO
Al presidente della Camera, ROBERTO FICO
Alla sindaca di Roma Capitale, VIRGINIA RAGGI
Ai consiglieri di Roma Capitale del M5S
Agli attivisti romani e non solo del M5S 

Che fine hanno fatto i principi di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle?

Poniamo questa domanda alla luce di quanto avvenuto in occasione dell’audizione in Commissione Ambiente di Roma Capitale sulla delibera di iniziativa popolare relativa alla gestione dei rifiuti, sottoscritta da oltre 9.000 cittadini e depositata dal comitato promotore Deliberiamo Roma.
Una proposta incardinata su tre principi chiave: il decentramento dei poteri di controllo ai Municipi (attualmente organi elettivi senza alcun potere) e della struttura operativa dell’azienda comunale AMA Spa nei Municipi; un nuovo piano industriale allineato con le recenti direttive europee di Economia Circolare che privilegiano e finanziano il “recupero di materia” con il riciclo ed il compostaggio aerobico e non il “recupero di energia” con l’incenerimento e la combustione di biogas e lo smaltimento in discarica; una vera partecipazione popolare attraverso organismi deliberanti partecipati da cittadini, amministratori e AMA Spa denominati “Osservatori Rifiuti Zero” (di cui tre già esistenti).

L’importanza di questa iniziativa deriva dalla tragica situazione in cui versa Roma negli ultimi anni, causata dalla mancata iniziativa politica della Giunta Raggi (non è stato rinominato neanche l’assessore di competenza!) che sta esponendo la città a seri rischi sanitari e ambientali. Questo degrado ci ha fatto decidere di attivare una collaborazione attiva tra cittadini, lavoratori, sindacati e amministratori municipali per redigere una delibera innovativa e al passo con le normative UE, che possa attuare gli obiettivi e le tecnologie già contenuti nella vigente delibera 129/2014 proposta dai cittadini.

In occasione dell’udienza suddetta, svoltasi lo scorso 13 dicembre 2019, i consiglieri membri della maggioranza dell’Assemblea Capitolina hanno riconosciuto la validità degli argomenti ma rifiutato nettamente, astenendosi dal dare parere positivo, la proposta di una partecipazione popolare “deliberante”. Sulla base di questo parere, temiamo che la proposta di delibera popolare verrà archiviata dall’Assemblea Capitolina in sede di discussione.

Già in un precedente incontro il consigliere del M5S Roberto Di Palma si era detto contrario a un organo deliberante che accogliesse al proprio interno i cittadini e le associazioni preferendo, al suo posto, un organo meramente consultivo, ossia esprimente pareri non vincolanti, dunque eludibili e ignorabili dall’amministrazione. Questa linea è stata confermata, con nostro stupore, da tutti i consiglieri del M5S della Commissione Ambiente senza batter ciglio.

Ribadiamo quindi la domanda: che fine hanno fatto i principi di democrazia diretta e di partecipazione popolare costitutivi l’esperienza politica del Movimento 5 Stelle

 

In un momento storico in cui i cittadini scendono in piazza per richiedere alla politica risposte concrete e maggiore partecipazione sulle decisioni (Fridays for Future) il M5S decide di optare per un sistema fallimentare come le consulte.

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