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Delibera di iniziativa popolare per una gestione dei rifiuti decentrata e partecipata. Raccolta firme per fermare il degrado a Roma e liberarla da una gestione dei rifiuti inefficiente!

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#MIRIFIUTO

Delibera di iniziativa popolare per una gestione dei rifiuti decentrata e partecipata. Raccolta firme per fermare il degrado a Roma e liberarla da una gestione dei rifiuti inefficiente!

Firme raccolte

DeLIBERIAMO ROMA – MI RIFIUTO – SALVIAMO ROMA DAL DEGRADO DEI RIFIUTI

Il Comitato Promotore della Delibera di iniziativa  popolare per una strategia di gestione dei rifiuti a Roma ha raccolto più 8.500 firme, di cui 6.700 validate, a sostegno dell’iniziativa. La proposta di delibera, depositata in Campidoglio lo scorso 19 aprile, sarà quindi sottoposta obbligatoriamente al vaglio dell’Assemblea Capitolina.

Il successo del Comitato Promotore è tanto più significativo se si considera che la raccolta delle firme non si è giovata del supporto di organizzazioni politiche, né di strumenti di presenza sui mezzi di comunicazione.

La raccolta è avvenuta in tutta Roma grazie allo sforzo di decine di volontari che hanno impiegato il loro tempo libero nel contatto diretto con i cittadini nelle strade, nei parchi, nei mercati, nei condomini, nei luoghi di lavoro, nelle numerose manifestazioni di iniziativa della società civile che in questi mesi hanno animato i quartieri della città, rendendo evidente come gli abitanti di Roma non sono affatto rassegnati al degrado dilagante, ne’ sono in attesa che i detentori del potere comunale assumano le loro decisioni.

I cittadini romani hanno invece manifestato un grande desiderio di partecipazione e di protagonismo, che si è aggregato intorno ad una proposta chiara negli obiettivi e negli strumenti e, cioè:

  1. Il decentramento da Roma Capitale ai Municipi di funzioni di verifica e controllo dell’attività dell’AMA SpA nei territori, nel rispetto del contratto di servizio con Roma Capitale, ma con l’individuazione di un presidio istituzionale vicino ai cittadini e, per questo, più responsabilizzato, al quale facciano riferimento le unità produttive di AMA SpA da insediare in ciascun Municipio;
  2. Una profonda riorganizzazione dell’AMA SpA intorno a un nuovo Piano industriale che preveda la raccolta differenziata spinta e la titolarità per la società pubblica dell’intero ciclo di gestione dei rifiuti, con la realizzazione di impianti di compostaggio, di trattamento per il recupero, il riuso, il riciclo, la produzione di materie prime – seconde, in modo da generare ricchezza dal ciclo dei rifiuti a vantaggio della collettività;
  3. Partecipazione popolare nella definizione di strategie, obiettivi, strumenti, attivando in ciascun Municipio un Osservatorio Rifiuti, con l’obiettivo di condurre Roma Capitale a ridurre al minimo la frazione di rifiuti da smaltire perché non recuperabile, l’obiettivo di Rifiuti Zero;
  4. Un nuovo e più trasparente rapporto tra Roma Capitale e AMA SpA, che sia sottratto agli accordi raggiunti nel chiuso di una stanza, quando si assumono decisioni che incidono sulla vita e sulle finanze degli abitanti di Roma. E’ quindi necessaria la creazione di un Comitato per il controllo analogo su AMA SpA, composto dalla Sindaca (o suoi delegati) e da esponenti dei Municipi, con il compito di verificare il rispetto da parte della società pubblica delle linee strategiche impartite dall’Assemblea Capitolina.

Inizia ora il confronto con i Gruppi consiliari dell’Assemblea capitolina, i quali hanno l’opportunità di imprimere finalmente alla politica di gestione dei rifiuti a Roma una sterzata verso una gestione efficiente, economica, nel quadro dell’Economia Circolare, indicata dall’Unione Europea. Una strategia che, in definitiva, guarda al futuro di Roma Capitale e dei cittadini romani.

La consegna delle firme in Campidoglio avverrà venerdì 19 luglio alle ore 10.30!

 

2016, inizio mandato giunta Raggi

2019, mandato in corso giunta Raggi

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Raccolta differenziata Roma Capitale

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Rifiuti Indifferenziati trattati da AMA

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Trattamento rifiuti appaltato a terzi

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Raccolta differenziata Roma Capitale

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Rifiuti Indifferenziati trattati da AMA

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Trattamento rifiuti appaltato a terzi

2016, inizio mandato giunta Raggi

  • Raccolta differenziata Roma Capitale 43% 43%
  • Rifiuti indifferenziati trattati da AMA 37% 37%
  • Trattamento rifiuti appaltato a terzi 63% 63%

2019, mandato in corso giunta Raggi

  • Raccolta differenziata Roma Capitale 45% 45%
  • Rifiuti indifferenziati trattati da AMA 20% 20%
  • Trattamento rifiuti appaltato a terzi 80% 80%

CONFRONTO TRA LE AZIENDE DI ROMA E MILANO

Roma – AMA S.p.A.

Dipendenti

Utenti

Kmq. Area utenza

Milano – AMSA S.p.A.

Dipendenti

Utenti

Kmq. Area utenza

perché la gestione rifiuti a roma non funziona:

1) Accentramento del potere gestionale e decisionale

La gestione dei rifiuti e tutte le decisioni operative e di indirizzo generale sono accentrate nella mani di poche persone nell’Assessorato capitolino e nel Dipartimento ambiente mentre i 15 Municipi romani, nonostante siano istituzioni pari a grandi città con in media circa 200mila abitanti, non hanno alcun potere operativo e di controllo su AMA S.p.A. costituendo invece lo sfogatoio delle critiche dei cittadini.
La gestione della giunta Raggi ha prodotto sinora il blocco dell’avanzata della raccolta porta a porta, presa nel 2015 al 43% dalla giunta precedente e portata al solo 45% dopo tre anni, e l’inerzia per tre anni rispetto all’inattività di AMA S.p.A. sugli investimenti impiantistici previsti nella vigente Delibera capitolina n. 129/2014. Tali attività dovevano vedere la modifica dei due impianti TMBescludendo la produzione di CSS e l’incenerimento e provvedendo a trasferirli fuori dai centri urbani, ed insieme la costruzione della rete impiantistica di AMA S.p.A. per il riciclo e il compostaggio dei rifiuti differenziati raccolti con il porta a porta.

2) I cittadini pagano ma non partecipano

I cittadini di Roma producono circa 600 kg/anno/abitante e pagano una tassa rifiuti o TA.RI. molto cara, pari a 264 euro ad abitante oppure pari a 411 euro a tonnellata e che produce per AMA S.p.A. una somma di 740 Milioni di euro ogni anno, e non hanno mai avuto ufficialmente alcuna voce in capitolo sulla gestione. Con l’approvazione della Delibera di iniziativa popolare del 2013 “Roma verso rifiuti zero”, poi approvata in Campidoglio come Delibera n. 129 nel 2014 e tuttora vigente, si è stabilito per la prima volta la necessità di istituire gli Osservatori verso rifiuti zero sia nei 15 Municipi che a livello comunale in cui cittadini e comitati con amministratori ed AMA si confrontano e possano decidere insieme come migliorare la gestione dei rifiuti romani. Dal 2015 abbiamo depositato una bozza di regolamento comunale sugli Osservatori verso rifiuti zero che tuttora è bloccata presso la Commissione consiliare ambiente capitolina, nonostante si siano già costituiti spontaneamente ben tre Osservatori municipali sul tema rifiuti.

3) AMA S.p.A. - 7.800 dipendenti, solo il 20% dei rifiuti trattati

AMA S.p.A. è una mega-azienda al 100% di proprietà comunale, con una struttura direttiva accentrata con una sproporzionata quantità di personale pari a 7.800 dipendenti che non risponde agli standard di settore. Una mega-azienda gestita storicamente per provvedere alla raccolta di immondizia da smaltire a pagamento al gruppo Cerroni di Malagrotta, provvedendo poi a costruire due impianti per un parziale pre-trattamento della parte “sporca” dei rifiuti, ma che non ha mai investito davvero sugli impianti che dai rifiuti “differenziati” puliti possono produrre reddito e impianti “non tossici”
Ad oggi AMA S.p.A. è proprietaria di sole tre aree industriali con impianti per trattare i rifiuti “sporchi” non differenziati, tra cui l’obsoleto inceneritore di rifiuti ospedalieri a Malagrotta ed i due impianti TMB di Rocca Cencia e di via Salaria con cui trattava circa il 40% dei rifiuti. Dopo l’incendio a fine 2018 del TMB a via Salaria oggi riesce a trattare in proprio appena il 20% di questi rifiuti mentre l’80% viene appaltato ad impianti TMB nel Lazio od in altre Regioni!
I rifiuti differenziati di fatto vengono quasi tutti affidati a ditte private con appalti milionari inviando i rifiuti organici in Veneto e Friuli, salvo una quota risibile trattata nell’impianto di Maccarese, e subappaltando ad impianti privati nel Lazio i rifiuti inorganici differenziati con un pagamento di un costo aggiuntivo per la selezione e l’invio ai Consorzi di riciclo. 

I 3 PUNTI CHIAVE DELLA DELIBERA:

1) NUOVI POTERI DI CONTROLLO AI PRESIDENTI E AI MUNICIPI

Oggi sui rifiuti tutte le decisioni gestionali anche di livello territoriale sono accentrate nelle mani di pochissime persone nell’assessorato capitolino e nel dipartimento ambiente, mentre i quindici municipi non hanno alcun potere né di controllo né di gestione diretta. Parliamo di Municipi che sono pari a grandi capoluoghi di provincia o di regione, dai 130.000 abitanti del Municipio Roma VIII – Eur Laurentino pari alla Città di Salerno ai 310.000 abitanti del Municipio Roma VII – Appio Tuscolano pari alla Città metropolitana di Bari!

2) PARTECIPAZIONE POPOLARE e OSSERVATORI VERSO RIFIUTI ZERO

Il percorso di iniziativa popolare da noi avviato nel 2012 “Roma verso rifiuti zero”, risultato approvato con la Delibera capitolina n. 129/2014, è rimasto del tutto inattuato nonostante la conferma della sua validità con memoria di giunta del 2016 dell’ex assessora Montanari. Il dato oggettivo dell’attuale incapacità gestionale della giunta Raggi è dato da l’obiettivo di Raccolta Differenziata lasciati dalla giunta Marino nel 2013 al 43% e che dopo tre anni risulta ancora fermo al 45%! Di fatto quasi nulla è stato fatto sul piano dell’autosufficienza impiantistica da parte di AMA, nessun piano di riduzione dei rifiuti è stato attuato né è stato avviato il percorso di partecipazione popolare con gli Osservatori verso rifiuti zero municipali e con quello comunale di raccordo. A fronte di questo dato ad oggi sono stati spontaneamente costituiti su nostro impulso gli Osservatori verso Rifiuti Zero nel Municipio Centro e nel Municipio VIII, mentre risulta costituito su principi estranei alla Delibera AC 129/2014 quello nel Municipio VII.

3) RIORGANIZZAZIONE SU SCALA MUNICIPALE DI AMA S.p.A.

La mega struttura di AMA S.p.A., con 7.800 dipendenti di cui 6.700 come operatori, non riesce a fare fronte allo svolgimento dei servizi pubblici di gestione rifiuti, di spazzamento stradale e di igiene urbana per diversi motivi tra cui anche quelli legati a l’inefficienza dei mezzi. A fronte di un bacino pari a 2.800.000 utenze e ad un flusso di entrate annuali dalla Ta.Ri. di circa 720.000.000 euro la gestione del personale incide per il 50% pur non riuscendo a fornire i servizi per cui è pagata. I restanti 360.000.000 euro sono assorbiti dai costi per la gestione interna dei rifiuti, tenendo conto che AMA tratta in proprio solo il 20% dei rifiuti raccolti, e da l’affidamento in appalto del restante 80% del trattamento dei rifiuti prodotti! A fine 2018 sono stati appaltati da AMA per due anni sia il trattamento dei Rifiuti Indifferenziati per 225 Milioni che quello dei Rifiuti Organici per altri 57 Milioni!

3) Un nuovo piano industriale sostenibile per AMA S.p.A.

Riteniamo indispensabile che AMA S.p.A. predisponga un nuovo Piano industriale che parta dalle linee di indirizzo già contenute nella Delibera AC n. 129/2014, con esclusione di inceneritori o produzione di combustibile dai rifiuti, ribadite con maggior dettaglio nella presente nuova proposta di delibera di iniziativa popolare:

– realizzare l’estensione generalizzata della raccolta differenziata con modalità porta a porta,

– attuare un concreto Piano di riduzione dei rifiuti urbani a partire da un programma di educazione scolastica e civica e che passi da un accordo con la rete commerciale di distribuzione;

– costruire la rete di piccoli impianti di riciclo e compostaggio per le frazioni differenziate distribuita in tutti i Municipi, con una specifica previsione per la Città storica, e posizionare gli impianti per le frazioni indifferenziate fuori dai centri urbani;

– costruire le strutture di supporto alla raccolta domiciliare in tutti i quartieri, dalle cosiddette “isole ecologiche” o centri di raccolta per i rifiuti ingombranti o pericolosi sino ai centri di riuso e riparazione per i beni usati che non sono rifiuti;

– nei Municipi dove l’estensione della raccolta differenziata porta a porta è realizzata, introdurre il passaggio dalla tassa Ta.Ri. alla tariffa “puntuale” basata non più sulla superficie abitata ma su quanto rifiuti “non riciclabile” viene consegnato dagli utenti.

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